SERVIZIO CIVILE, STORIE DI ORDINARIA ECCEZIONALITA’

SERVIZIO CIVILE, STORIE DI ORDINARIA ECCEZIONALITA’
Alla vigilia della riforma che impegnerà 100mila giovani entro il 2018, un viaggio tra chi ha scelto di mettersi in gioco ogni giorno
di Marina Sogliani

Da donatore a volontario. E’ la storia di Matteo D’Amico, 25 anni, che in questi giorni ha iniziato il Servizio Civile all’Avis regionale Emiglia Romagna. <<Nella mia famiglia, in passato, una persona si è ammalata e ha avuto bisogno di trasfusioni. Crescendo e riuscendo a capire cosa fosse successo, ho iniziato a immaginarmi accanto a lei, su un lettino con il sangue che dal mio corpo passava al suo. Per tanti anni, è rimasto solo un desiderio perchè non avevo ancora l’età per poterlo fare. Da qualche settimana, però, cioè da quando sono in Avis, sono diventato più di un semplice donatore. Sono un volontario che si prodiga affinchè il senso del dono arrivi a quante più persone possibile. E sono felice, perchè chi non è ancora un donatore e ha la possibilità di diventarlo farebbe un regalo prima a se stesso, poi a tutte le persone che grazie al suo sangue potrebbere continuare a vivere>>.
Questo entusiasmo davvero contagioso lo accomuna a Salvatore Delogu, 27 anni, impegnato come volontario di Servizio Civile presso l’Avis regionale Calabria:<<Sto vivendo davvero delle esperienze bellissime insieme a tanti ragazzi fantastici. L’Avis, oltre che a farmeli conoscere, mi ha fatto stringere un rapporto fraterno: ci sentiamo sempre e cerchiamo costantemente nuove idee per allargare questa famiglia. Mi sento bene, sopratutto adesso che ho avuto l’opportunità di entrare nel Servizio Civile. Ho vissuto e vivo tutt’ora, delle emozioni stupende, sopratutto nelle giornate della donazione dove vedo tante persone, tanti giovani impegnati e interessati a fare del bene per chi ne ha bisogno, per chi è meno fortunato di noi, persone che entrano nella sala prelievo col sorriso e che escono con gli occhi lucidi per la gioia di aver fatto un dono dal valore incommensurabile>>.
Sono questi i sentimenti che animano le giornate dei 352 ragazzi che lunedì 7 settembre hanno iniziato l’anno di Servizio Civile in Avis. Per 52 settimane saranno impegnati in iniziative a sostegno dell’associazione, dalla promozione del dono del sangue nelle scuole e in altri eventi pubblici, alla gestione e chiamata dei donatori di sangue nelle sedi e nei centri di raccolta sangue. Presteranno servizio in 219 sedi distribuite su 15 regioni.
In generale, i volontari di Servizio Civile Nazionale avviati fino ad oggi sono 17.699, su un totale di 31.018. Ma sono in cantiere nuovi bandi allo scopo di raggiungere quota 50.000 entro l’anno. Altra novità è la partecipazione di cittadini stranieri. Tuttavia, il vero ‘nuovo corso’ si concretizzerà con la riforma del Servizio Civile Universale per il prossimo triennio. Ma andiamo con ordine. Come spiega Michele De Cicco, Capo dell’Ufficio per il Servizio Civile Nazionale: <<Per ora, l’aspetto più rilevante è la ricezione di ciò che ha detto la Corte Costituzionale: ovvero l’apertura ai partecipanti stranieri. Mentre per quanto riguarda i bandi, stiamo procedendo con quelli straordinari. In seguito vi saranno quelli tematici, dedicati all’accoglienza degli immigrati, al lavoro in archivi, biblioteche, etc. Per il 15 ottobre aspettiamo la presentazione dei progetti per il Servizio Civile Nazionale Ordinario. Attualmente disponiamo di risorse per 50mila ragazzi>>.
Molto più complesso e articolato è il percorso che vedrà l’applicazione della riforma del Terzo Settore. <<Per quanto riguarda la riforma del Servizio Civile Universale, siamo in attesa dell’approvazione della legge delega.-afferma il direttore De Cicco- Il Governo ha pianificato un triennio, 2016-2017-2018, in cui ci saranno una serie di step da affrontare per cercare di raggiungere la quota dei 100mila ragazzi, un numero impensabile da coprire nell’arco di un solo anno>>. Sarà necessaria la collaborazione tra gli Enti, con una crescita graduale, in maniera che ognuno abbia la possibilità di attrezzare la propria macchina organizzativa.<<Il compito che dovrà avere il nuovo Servizio Civile Universale, quello del futuro – afferma De Cicco – è rimettere giovani nel circuito della formazione e del lavoro. E’ questo il punto forte della nuova riforma, recependo la crisi del nostro tempo, così come è avvenuto finora: dal no alle armi alla corsa alla solidarietà degli anni ’80; poi è stata la volta dell’utilità della gestione del tempo e, dall’anno 2000 in poi, la ricerca della soggettività>>.
Per via della crisi economica e occupazionale, quest’anno c’è stato un rapporto di uno a tre ovvero l’arrivo di circa 150mila domande a fronte dei 150mila domande a fronte dei 50mila posti disponibili. C’è da dire, però che <<il rapporto non è mai sceso sotto l’uno a quattro>>, sottolinea De Cicco. Oggi, le nuove generazioni si trovano catapultate in un mondo in cui le conoscenze non bastano mai. Occorrono, dunque, esperienze che offrano ai ragazzi gli strumenti per sopravvivere. Spesso, lo strumento è l’esperienza stessa, quell’occasione in cui poter essere messi alla prova, Come racconta Micheal Tizza, responsabile Servizio Civile di Avis Nazionale: <<In realtà, i ragazzi hanno solo bisogno di avere una possibilità. Quell’occasione tanto difficile da trovare al giorno d’oggi e che ti permette di fare bene o sbagliare. Dico sempre ai ragazzi di mettersi in gioco e non avere paura di commettere errori. Questa possibilità nel mondo lavorativo è molto rara>>. E aggiunge: <<Ci siamo resi conto che, negli ultimi anni, la crisi economica-occupazionale ha spinto i ragazzi a guardare maggiormente al Servizio Civile, che diviene un’esperienza di vita a tutti gli effetti, soprattutto con l’Avis che è una grossa associazione, diramata e stratificata>>.
Nelle sedi Avis, il volontario di servizio civile svolge due principali attività: promozione e accoglienza, quando è presente anche l’unità di raccolta. “Ci sono anche progetti di educazione al dono che si svolgono nelle scuole elementari, medie, superiori e nelle università- spiega Tizza- tenendo conto dell’età degli studenti e con l’ausilio di diversi strumenti”.

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