I DONATORI DI COCHABAMBA

di Filippo Cavazza

E’ ancora una realtà piccola, ma l’Associazione boliviana donatori di sangue (Abds) pensa già in grande, grazie all’amicizia con AVIS e l’Italia e all’impulso che arriverà da un progetto finanziato dal Ministero degli Esteri attraverso IILA (Istituto Italo-Latino americano). Da Cochobamba, città di 600.000 abitanti – la terza per popolazione dello Stato- a 2500 metri d’altezza, l’Abds pensa ora di espandersi in tutta la Bolivia. Il legame con AVIS si era concretizzato anche con la presenza boliviana all’ultimo Forum internazionale giovani di Milano. Ed è proprio Estephany Torrez, giovane dottoressa sudamericana, a raccontarci qualcosa di più di questa nuova associazione: <<Il nostro unico scopo è sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione volontaria e altruista di sangue, associarli e fidalizzarli per salvare vite>>. In Boliva, secondo le ultime stime e in modo non molto dissimile dal resto dell’America Latina, i donatori volontari sono solo il 35%, mentre la restante percentuale è composta da donatori cosiddetti di ‘reposicion’, ossia familiari dei pazienti in attesa di interventi o trasfusioni.

Quali sono oggi i numeri di Abds?

Siamo 56 soci promotori. Senza contare tutte le persone che hanno collaborato, che abbiamo sensibilizzato o che si sono presentate a donare senza risultare idonee. Nella nostra nascita, inoltre, un ruolo importante è da attribuire ad AVIS e alla sede regionale del Veneto.

E i prossimi obiettivi?

Vogliamo rivitalizzare i gruppi di donatori locali, soprattutto quelli legati alle Caritas parrocchiali, e formare i nostri promotori sulle modalità adeguate per promuovere la donazione. C’è poi la  necessità di investire sugli strumenti di comunicazione, dal sito internet ai social network senza trascurare i mezzi  di comunicazione tradizionale (televisione, giornali). Non operando attraverso nessuna forma di convenzione con il sistema sanitario nazionale, abbiamo necessità di recuperare fondi per la nostra attività. Per questo motivo stiamo visitando diverse imprese.

Qual è il rapporto con le autorità sanitarie nazionali?

Ci stiamo muovendo per il riconoscimento ufficiale a livello nazionale e stiamo ora pianificando con il Programma Nazionale Sangue un progetto pilota da svilupparsi nel prossimo anno nell’ambito del progetto di cooperazione AVIS-MAE-ILVA. Con il ‘Banco de Sangre’ della città di Cochabamba stiamo cercando di lavorare insieme nella calendarizzazione di attività nella chiamata regolare ogni 3 mesi dei donatori idonei. Firma un accordo con l’associazione GVMS dei medici di Cochobamba per migliorare la promozione della donazione. E’ importante poter organizzare incontri formativi in cui anche loro siano presenti e sensibilizzino. Puntiamo anche a entrare nelle Università e contiamo molto sull’accordo con l’Università cattolica San Pablo di Cochobamba per promuover la donazione all’interno di alcuni corsi di laurea. Oltre alla Chiesa cattolica il nostro obiettivo è stringere accordi anche con altre realtà religiose e sociali boliviane.

 

 

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