GINA, LA “CIECA CHE CAMMINA” DONANDO SANGUE E CANI GUIDA

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STORIE DI VITA tratta dal giornale “Dono e vita”- n°1 Marzo 2016-

GINA, LA “CIECA CHE CAMMINA” DONANDO SANGUE E CANI GUIDA

di Paola Dalli Cani- L’Arena di Verona

Gina ha appena ritirato la benemergenza per le sue 50 donazionidi sangue, una donatrice veronese davvero speciale. Già perchè Gina Rocca, 52 anni, che ha perso la vista a 20 anni per maculopatia distarga, una malattia genetica rara, fa sì che ogni anno Cazzano di Tramigna “regali” un cane-guida a un non vedente come lei. “Sono la cieca che cammina – dice con un sorriso, spiegando quanto le piace che le abbiano appioppato quetsa definizione – Per anni ho dipeso dagli altri ma poi, nel 1997, ho avuto il primo cane. Si chiamava Elsa, un pastore tedesco donato dalla scuola dei cani guida del Lions, e sono rinata“.

Dopo Elsa, Gioia, poi Stella e da quattro anni Gina “vede” il mondo attraverso Omar, un bellissimo labrador che le ha donato l’associazione Puppy walker di Padova.

Sono diventata la cieca che cammina grazie ai 12-13 chilometri che faccio ogni giorno per strada e in collina. Sapesse quanta gente mi ferma. Io chiacchiero volentieri perchè certa che ognuno, mettendosi a confronto, porta a cosa qualcosa“.

Sono la consapevolezza di sè e la naturalezza di Gina, sposata e con due figli, a incantare: “Un giorno mi fermò una signora con una bimba attratta dall’imbragatura di Omar. La mamma le spiegò come stavano le cose e la piccola mi chiese perchè non portavo gli occhiali. Le risposi che non ci vedevo, la bambina mi consigliò di andarli a prendere in un negozio serio e non dai cinesi“. Gina non trattiene una risata e prende il libretto con le sue donazioni di sangue: la prima è del 25 giugno 1997.

Allora facevo volontariato a favore dei bambini celebrolesi, ma era una sorta di ripiego perchè, pur avendo sempre desiderato donare sangue, col mio problema non sapevo dove sbattere la testa. Un giorno Fabio Piubello e Vittorio Verzè mi dissero che sognavano di fondare l’Avis a Cazzano. Ci attivammo subito e dopo un pò riuscimmo nell’impresa. Partimmo a piedi da Cazzano in 35 e raggiungemmo il Centro trasfusionale di San Bonifacio. C’ero anche io, con Elsa. Quella mattina feci il prelievo da aspirante“.

Gli esami erano perfetti, ma qualcuno storse il naso: “Mi dissero di no spiegando che non avrebbero saputo che fare se fossi svenuta o fosse successo qualcosa durante la donazione. Io incassai, ma poi chiesi se un donatore vedente, una volta svenuto ci vedesse o no“.

Seguì un pò di tira-molla, ma alla fine la spuntò lei: “E ho sempre fatto così, perchè devo essere la portavoce per altri non vedenti, perchè la disabilità non faccia paura“. E capisci che la gioia immensa del donare le ha riempito la vita: “Dare un pò di sè stessi e dedicare questo tempo agli altri ricompensa. Non è vero, come dice qualcuno, che serve a poco: una trasfusione ha regalato due giorni di vita in più a mio padre”.

Il dispiacere per lo stop alle donazioni, ora per motivi di salute, c’è e si sente, ma Gina non molla mai: “C’è sempre da fare e grazie ai ragazzi di Avis e Aido possiamo moltissimo. Casa mia è diventata il deposito dei tappi di plastica raccolti in tantissimi punti del paese. Quando arrivo a un quantitativo consistente chiamo Alberto Riello, presidente della Puppy walker, che li viene a prendere. Cazzano ogni anno, grazie all’associazione, regala un cucciolo alla scuola dei caniguida e dunque a un non vedente“.

Sprizza gioia Gina Rocca e capisci che il suo mondo è tutto tranne che nero: “Ricordo ancora i primi tempi della raccolta, finchè aspettavo Omar. Una persona mi portò un sacco di tappi”: “Gina, t’ho comprà na’ recià“. Scoppia a ridere, ma poi torna all’unica ragione per cui ha raccontato la sua storia: “Donare è una gioia straordinaria e non costa nulla. Io so che cieco non significa essere immuni ai colpi della vcita, ma so anche che non è sufficiente per non far qualcosa per gli altri“.

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