DONAZIONE VOLONTARIA, GARANZIA DI QUALITA’

DONAZIONE VOLONTARIA, GARANZIA DI QUALITA’
“Una Legge attuale, con forti principi etici”.
Il ministro Lorenzin racconta la ‘sua’ 219

di Eugenio Terrani

<<Sono l’espressione di un grande senso civico>>. E’ così che il ministro della salute Beatrice Lorenzin definisce i donatori di sangue. Pensando a Expo e all’iniziativa messa in campo da Avis (“Nutriamo la vita”), Lorenzin sembr poi voler sottolineare la propria convinzione: sì, crede che la consapevolezza del donatore sia <<il passaggio obbligato per la cultura del benessere e del buono stato di salute>>. Difficile darle torto. La ricorrenza del decennale della legge 219 ci offre quindi l’occasione per parlare con lei di questo (e molto altro).
Ministro, la legge 219/2005 sul sistema trasfusionale italiano compie dieci anni. Un testo ancora attuale?
<<Preliminarmente è necessario far presente che i risultati raggiunti oggi nel settore trasfusionale hanno la loro origine nelle novità introdotte dalla legge 219 del 2005, in particolare l’istituzione di organismi nazionali e regionali di “govcernance” del sistema (Il Centro Nazionale sangue e i Centri regionali di coordinamento). Per molti aspetti la Legge è ancora assolutamnete attuale, soprattutto per quanto concerne i princìpi fondanti e il substrato etico: concetto di donazione volontaria, non remunerata, LEA trasfusionali, gratuità del sangue e della trasfusione, autosufficienza nazionale indivisibile, non frazionabile, sovra-aziendale e sovra-regionale, ruolo e valore delle associazioni e federazioni di donatori volontari nella promozione del dono e nel conseguentecontributo importantissimo ai fini istituzionali del SSN, gestione esclusivamente pubblica delle strutture trasfusionali ST (o, meglio, “governo” interamente pubblico)>>.
Il sistema trasfusionale mette in relazione volontariato, istituzioni, operatori sanitari. All’estero non è così. Un’eccezione tutta italiana?
<<Senza dubbio il nostro sistema trasfusionale è complesso e articolato, ma le sue caratteristiche peculiari lo distiguono dagli altri sistemi dei Paesi europei. Rappresenta infatti un modello che si fonda sulla sinergia delle azioni degli attori che lo costituiscono. Cioè istituzioni, associazioni e federazioni del volontariato del sangue e professionisti e operatori sanitari del settore, incluse le rispettive società scientifiche. E si basa inoltre su un principio etico: la donazione volontaria, periodica, responsabile e gratuita. Un principio che, a monte del sistema, rappresenta la garanzia primaria di sicurezza e qualità del sangue e del plasma raccolto sul territorio nazionale, e quindi dei prodotti medicinali da esso derivati>>.
Un sistema virtuoso che si basa sulla donazione volontaria, periodica, non remunerata. Ma in estate si registrano cali preoccupanti. Quali strategie pensa siano più efficaci per evitare che il fenomeno si ripeta?
<<Sono due le strategie più efficaci. Da un lato ci sono la pianificazione e l’analisi accurata e condivisa dei fabbisogni trasfusionali. Una programmazione efficace è il frutto della analisi e condivisione dei fabbisogni tra i professionisti utilizzatori della “risorsa sangue” e il mondo del volontariato del sangue. Quest’ultimo è attualmente un volontariato “organizzato” che sa gestire la programmazione della convocazione dei donatori modulandola anche in base alle variazioni quali-quantitative dei fabbisogni complessivi del Sistematrasfusionale>>.
La seconda strategia?
<<Riguarda la corretta informazione ai cittadini. Infatti quest’anno il Ministero ha realizzato una campagna informativa per promuovere la donazione del sangue, che oltre a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della donazione si prefigge anche l’obiettivo di aumentare il numero dei donatori e programmare la donazione di sangue. LoSpot “Il tuo sangue, una botta di vita” è stato trasmesso in 355 passaggi televisivi e 329 radiofonici sui canali rai”>>.
Quali sono stati gli effetti della campagna?
<<Ha contribuito a ridurre le variazioni infra-annuali della produzione di emocomponenti che tipicamente si verificano in estate. Anche quest’anno la stagione è stata caratterizzata da temperature estremamente e persistentemente elevate che certamente non hanno favorito l’afflusso dei donatori di sangue presso le strutture trasfusionali…>>.
Avis ha portato la donazione del sangue a Expo con lo slogan “Nutriamo la vita”. Il pianeta può migliorare anche grazie alla donazione?
<<Un regime alimentare equilibrato è di fondamentale importanza per l’adeguata introduzione di ematinici (ferro, vitamina B12 e folati) con la dieta. Sono gli elementi che consentono il ripristino del patrimonio eritropoietico dopo la donazione. Sicuramente il gesto della donazione volontaria, non remunerata, anonima e responsabile trasmette un forte messaggio di solidarietà sociale e uno stimolo positivo di emulazione. La consapevolezza del donatore verso l’importanza del suo gesto è il passaggio obbligato per la cultura del benessere e del buono stato di salute che si traduce poi in una garanzia di sicurezza anche per il ricevente>>.
Una nuova legge riconosce da quest’anno il “Giorno dle dono”. E i volontari del sangue, numerosissimi, sono quelli che più di altri concretizzano il nobile concetto di donazione. E’ d’accordo?
<< In Italia i donatori di sangue e plasma sono oltre un milione e settecentomila. Questo ” esercito”, con l’espressione concreta e quotidiana della propria volontà al dono, contribuisce in modo anonimo e gratuito all’uniforme erogazione dei LEA trasfusionali su tutto il territorio nazionale. Infatti l’attività dei volontari nel territorio nazionale, in questo come in altri settori, riveste un ruolo e un’importanza fondamentale per favorire l’approviggionamento di sangue e di plasma necessario ad affrontare le numerose emergenze che si verificano. I donatori contribuiscono con un gesto molto semplice e gratuito, espressione di un grande senso civico>>.

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